mercoledì 28 gennaio 2009

da ABLEGEPROBE a ABUTTO

Ablegeprobe o Test di Couvè
Termine tedesco utilizzato per indicare una prova particolare che consiste nel raccogliere dei gettoni che cadono con un ritmo molto rapido e nell'introdurli via via in fessure numerate, in corrispondenza al numero che ogni gettone porta.

Ablutomania
Forma di nevrosi ossessiva, il soggetto sente continuamente il bisogno di lavarsi e desiderio di pulirsi e si vede sempre sporco.

Abnegazione
Viene così indicata la pratica di rinunciare deliberatamente a piacere e/o soddisfazioni.

Abner
Abner, personaggio della Bibbia. Era cugino di Saul e capo del suo esercito. Dopo la morte di Saul riuscì a far eleggere re l’inetto quarto figlio di lui, Isboseth. Tentò poi di occupare la regione di Giuda, ma fu sconfitto a Gabaon dalle truppe di David, comandate da Joab, di cui Abner uccise il fratello Asael. Passò poi dalla parte di David, ma fu ucciso in agguato da Joab che in tal modo
vendicò il fratello.

Abney, effetto di
Si tratta di un fenomeno percettivo che si verifica quando una vasta area è improvvisamente illuminata, in tal caso la luce, invece che apparire tutta in una volta, sembra arrivare dal centro per poi propagarsi ai margini. Quando viene spenta essa si estingue prima ai bordi e poi al centro.

Abney, legge di
Secondo il principio della legge delle additività sulle luminescenze espressa da Abney (nel 1913) una mescolanza di radiazioni fornisce una luminanza totale esattamente uguale alla somma delle luminanze parziali di tutte le radiazioni componenti. Si tratta di una legge approssimativa di valore pratico e non vale in certi casi, in particolare quando si mescolano due radiazioni monocromatiche complementari fra loro in una visione foveale (cioè in piena luce, la fovea è la zona di più nitida visione).

Aborto
Il termine indica due situazioni:
1. In senso generale, la cessazione o l'arresto di un qualcosa in atto (una condizione, una situazione, ecc.). In tale senso viene anche usato impropriamente.
2. In senso specialistico, l'interruzione di una gravidanza prima del parto. L'aborto può avvenire per cause naturali o essere indotto con sostanze o tramite operazione chirurgica.
Il termine deriva dalla parola latina abortus a sua volta derivata da aboriri, composta da ab, da e oriri, nascere. Il significato è perire, nascere prima del tempo.

Abramo
Abramo, primo patriarca degli Ebrei, l'uomo che sottoscrisse il patto con Jahweh, lo notizie su di lui ci sono date dalla Bibbia ma non esistono riscontri certi sulla sua data di nascita, probabilmente proveniva dalla città sumera di Ur e con lui si confonde il mito dell'origine del popolo ebreo, di cui tradizionalmente è il capostipite. Era figlio di Tare, sarebbe vissuto intorno al XX (o più probabilmente XVII secolo a.C.). Intuì l’unicità e l’onnipotenza di Dio, che gli si rivelò a Sichem, durante il suo viaggio a Canaan. In età molto avanzata ebbe dalla moglie Sara, ormai ritenuta sterile, un figlio a cui diede il nome di Isacco. Dalla schiava Agar ebbe un altro figlio, Ismaele, considerato il capostipite del popolo arabo. Dio volle mettere alla prova la fedeltà di Abramo e gli ordinò di sacrificare Isacco, Abramo si apprestava ad obbedire ma fu fermato da un angelo mandato da Dio stesso. Rimasto vedovo Abramo si risposò con Cesura, dalla quale ebbe sei figli. In seguito si stabilì a Bersabea, dopo lunga peregrinazione. Abramo nominò Isacco suo erede poco prima di morire all’età di 175 anni.

Abreazione
Termine usato per definire un processo attraverso il quale l'ansia viene eliminata. Tale processo si realizza nelle emozioni e nelle parole derivate da affetti (o da pulsioni) rimaste a lungo bloccate da una difesa nel corso di una psicoterapia o sotto l'azione farmacodinamica. In pratica il soggetto rivive l'esperienza che ha originato la tensione, indipendentemente dal fatto se essa sia stata un'esperienza immaginaria o emotiva o reale.

Absintismo
Intossicazione acuta o cronica provocata dall'abuso delle bevande a base di assenzio.

Absirto
Personaggio mitologico. Era figlio di Eeta, re della Colchide, e fratello di Medea. Fu ucciso dalla sorella che, durante la fuga con Giasone, ne smembrò il corpo e ne sparse i pezzi per ritardare l’inseguimento del padre.

Abulia
Alterazione e/o mancanza di volontà che si incontra in numerosi disturbi mentali (psicastenia, indebolimento intellettivo, melanconia, ecc.). Essa è caratterizzata da incapacità e indecisione nell'agire. L'abulia viene distinta in:
1. abulia sistematizzata, basata su un atto particolare o su un sistema di atti;
2. abulia localizzata, basata sui movimenti di un singolo membro; 3. abulia generalizzata, basata su tutti i pensieri e tutte le azioni.

Abulico
Chi soffre di abulia e/o presenta turbe della volontà.

Abusabilità
Il termine viene usato da alcuni studiosi per indicare quella particolare condizione per cui certi bambini sembrano "indurre" i loro genitori all'abuso o al maltrattamento. I fattori che scatenano l'abuso sarebbero il pianto eccessivo, particolari handicap, immaturità fisiologica. In realtà nei casi di abuso o violenza il fatto che i genitori vengono "indotti" ad abusare dei figli determina una condizione di disturbo nella psiche dei genitori stessi, i quali non accettano gli impegni e le difficoltà che un bambino può comportare, specialmente quando il bambino ha delle imperfezioni o malattie limitanti.

Abuso di alcool
La definizione, complementare ad alcoolismo, indica ogni sindrome patologica associata all'eccessivo uso di alcool. Nei casi gravi si evidenziano situazioni come:
- un bisogno di assumere alcool quotidianamente;
- un consumo continuo di alcool malgrado la presenza di disturbi fisici aggravati proprio dall'assunzione;
- periodo di amnesia o di obnubilazione mentale;
- tentativi ripetuti di smettere di bere senza riuscirci;
- deterioramento mentale e psichico.
L'abuso di alcool è classificato come un disturbo da uso di una sostanza, ma molte delle complicazioni provocate dall'abuso (come disturbi della memoria, delirio acuto, crisi da astinenza) sono considerate disturbi mentali organici.

Abuso di droga
Definizione generica usata per indicare il consumo di sostanze stupefacenti. L'abuso di droghe pesanti (la definizione non è fine a se stessa ma evidenzia una netta differenza sia nell'assunzione che nei danni provocati) genera patologie simili a quelle derivate dall'abuso di farmaci e porta, in genere, alla dipendenza e/o alla tossicomania. Va detto che per similitudine di effetti si può parlare di abuso di droghe anche riferendosi agli alcoolici, al vizio del fumo, al consumo esagerato di caffè, tè e di altre sostanze nervine. Chi abusa di droghe è definito tossicodipendente.

Abuso di farmaci
La definizione indica l'uso improprio dei farmaci. La condizione più usuale è quella di un uso eccessivo, irresponsabile fino all'auto-lesione di quel tipo di farmaci e psicofarmaci che generano assuefazione e dipendenza. L'abuso di farmaci può anche portare all'intossicazione da farmaci, ma l'intossicazione può essere provocata anche da farmaci scaduti e comunque non è legata alla dipendenza da dette sostanze ma solo ad un uso smodato.

Abuso sul bambino
Il discorso dell'abuso sul bambino (o anche sul genitore che abusa) va diviso in due parti, una riguarda l'esame di chi compie l'abuso, l'altra i vari significati che la parola abuso implica.
1. La condizione di uno o più adulti che abusano di bambini è purtroppo molto più diffusa di quanto si creda. Le ricerche su tali personalità deviate non sono state in grado di rilevare tratti particolari in grado di spiegarne il comportamento. La teoria più accreditata parla di desiderio di potenza sulla vittima, quasi un rito mirante a trarne la forza vitale. Spesso oltre all'abuso sessuale si uniscono riti ritenuti magici (come nelle messe nere) o nei casi peggiori il sacrificio della vittima.
Per quanto riguarda i genitori che abusano dei figli l'unico dato costante rilevato riguarda il fatto che essi stessi, da bambini, sono stati vittime di abusi da parte dei loro genitori. Le statistiche sembrerebbero dimostrare che le bambine subiscono più abusi dei maschi e che spesso l'abuso sessuale continua anche in età adulta, nella maggior parte dei casi la famiglia è a conoscenza degli abusi ma non interviene, preferendo un atteggiamento di finta indifferenza. L'abuso del padre sulla figlia è in genere più caratteristico delle famiglie costituite gerarchicamente con ruoli rigidi, in essa il padre esercita il ruolo di capo assoluto del gruppo, una sorte di padre-padrone a cui tutto è consentito e dovuto. Non diversa è la situazione quando l'abuso avviene sui figli maschi. Meno documentati (ma non assenti) sono i casi delle madri che abusano sessualmente dei figli, in tali situazioni in genere è la madre ha svolgere il compito di capo assoluto, spesso per l'assenza fisica (o morale) del padre.
2. Si intende per abuso qualsiasi forma di maltrattamento fisico o psicologico di un bambino da parte di genitori, o tutori, o adulti (in genere conviventi). La forma più comune è la violenza fisica grave e ripetuta (in genere tramite percosse che provocano contusioni e/o fratture, o colpendolo con vari oggetti), ma altre violenza sono anche il far patire al bambino la fame, il chiuderlo in luoghi scuri, malsani o comunque spaventosi per lui, ustionarlo con sigarette o altri oggetti incandescenti, usare su di lui violenze psicologiche tendenti a degradarlo emotivamente, abusarne sessualmente, sfruttarlo, obbligarlo a svolgere compiti per cui è inadatto, ecc. In genere si tende a considerare invece trascurato il bambino (vedere bambino trascurato) a cui l'adulto non presta sufficienti cure.

Abutto
Abutto, divinità giapponese della superstizione, è invocato per guarire dalle malattie e come protettore dei viaggi.

lunedì 22 dicembre 2008

Precisazione

Quello che si può leggere è la prima parte del Dizionario di Filosofia ecc.
le altre parti seguiranno con molta calma, anche se il lavoro è praticamente pronto
Edgardo

domenica 21 dicembre 2008


Dizionario di

FILOSOFIA, PSICOLOGIA, PEDAGOGIA

con riferimenti a:Antropologia culturale, Epistemologia, Mitologia, Sociologia, Teologia

a cura di Edgardo Rossi Silvano Baracco

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da A ad Ablazione


a

Prefisso che serve a creare negazione, significa: assente da o di, lontano da o di, mancanza da o di, ecc.


Abacisti

Cultori di una scuola occidentale di calcolo aritmetico, sviluppatasi intorno al XII secolo. Gli abacisti non usavano un segno per lo zero e il valore di una cifra dipendeva dalla colonna in cui era posta.


Abacuc

Giudea VII secolo a.C.

Profeta ebreo. Viene citato dalla bibbia, è l'ottavo dei profeti minori. Scrisse il libro omonimo, composto da 56 versetti (risalente probabilmente al VII secolo a.C.), in cui profetizza la punizione del regno di Giuda e preannuncia la teofania.


Abante

Compagno di Enea, fuggì con lui dalla città in fiamme e lo seguì in Italia. Un altro Abante era figlio di Celeo e di Meganira, venne mutato in lucertola da Cerere, perché si era beffato della dea che aveva visto bere con grande avidità.

Abari

Mitico sacerdote di Apollo. Considerato un precursore di Pitagora, aveva doti taumaturgiche e profetiche.


Abasia

Termine con cui si indica l’incapacità di eseguire i movimenti degli arti e di camminare. È dovuta meccanismi psicogeni (isteria). In genere coesiste con l’astasia.


Abba

Il termine abba (dal vocativo di ’Ab, padre in aramaico) è un titolo comunemente usato nell’Antico Testamento ed assegnato ai profeti e ad alcuni dottori della Misnha. Nel Nuovo Testamento è usato solo tre volte ed è sempre seguito dalla parola padre.


Abbagliamento

Il termine che indica una turba visiva in genere transitoria, provocata da una eccessiva stimolazione. L'eccesso dipende dalla luminanza (effetto relativo allo stato di adattamento dell'occhio), dalla durata e dall'estensione della stimolazione. Tale turba può essere simultanea o successiva (in rapporto alla stimolazione) e si manifesta con una diminuzione della sensibilità e dell'acuità, ovvero con una fotofobia passeggera, lacrimazione, movimenti disordinati, ecc.


Abbandonare il campo

In psicologia quella situazione per cui un soggetto (o un organismo) posto di fronte a conflitti insolubili e/o a circostanze intensamente frustranti può semplicemente abbandonare il campo. La fuga può essere di tipo fisico o psicologico e può avvenire mediante lo spostamento del soggetto (abbandono), il cambiamento del comportamento (sottomissione, accettazione, indifferenza), modificando l'attenzione e dislocandola su altri oggetti o pensieri.


Abbandono, nevrosi di

vedi Nevrosi di Abbandono


Abbassamento

vedi Abbattimento


Abbattimento

In medicina e in psicanalisi il termine abbattimento (o abbassamento o diminuzione) è spesso usato in riferimento alla reazione ad un dolore, a sintomi di disagio o di incapacità.


Abbigliarsi, aprassia dell'

vedi in Aprassia, Aprassia dell'abbigliarsi e in Aprattognosia


Abbondanza

Dea romana. Era la personificazione dell’abbondanza e Romani la raffiguravano con in mano una cornucopia.


Abbondio, santo

morto nel 469 circa

Fu il quarto vescovo di Como, di cui è patrono. Legato di Leone Magno a Costantinopoli (450) presso l’imperatore Marciano e presso il patriarca Anatolio. Partecipò al sinodo, convocato da Anatolio, che condannò le dottrine di Nestorio ed Eutiche. Nel 451 partecipò al sinodo di Milano. È festeggiato il 2 aprile.


Abbraccio, riflesso dell'

vedi Moro riflesso di


Abd

Il termine semitico abd significa servo, schiavo o, in senso religioso, devoto.


Abdia

Profeta minore dell’Antico Testamento, è autore di una visione profetica in 21 versetti, in essa annuncia la vendetta divina contro gli Edomiti. Si pensa che lo scritto risalga al VI secolo a.C.


Abducente

Si riferisce al movimento di allontanamento dall'asse centrale del corpo (vedi anche abduzione).


Abducente, nervo

vedi Nervo abducente


Abduttore

Muscolo che tramite contrazione allontana un arto dal corpo (confrontare con adduttore).


Abduzione

1. Così si chiama il movimento laterale di un arto rispetto all'asse mediano del corpo (confrontare con adduzione).

2. E' il termine con cui C.S. Peirce (vedi) si riferisce a quei processi cognitivi le cui ipotesi sono generate sulla base di alcuni fatti conosciuti. Sostanzialmente l'abduzione è, per Peirce, una componente fondamentale del pensiero creativo.

3. Tipo di ragionamento sillogistico che si differenzia dalla deduzione e dall'induzione per la sua minore capacità dimostrativa. Aristotele indicava con tale termine (in greco apagoghé) quel sillogismo in cui la premessa maggiore è sicura e quella minore incerta; la conclusione ha dunque una certezza inferiore o uguale alla premessa minore (es. "tutto quello che non muore non può essere materiale; l'anima dell'uomo è immortale; dunque l'anima dell'uomo non è materiale).


Aberrazione

In psicologia, l'atto di deviare o fuorviare dalla norma. Il termine è usato in vari campi e si riferisce ai comportamenti di un organismo, alle strutture biologiche, agli strumenti, al sistema fisico, alle irregolarità mentali o di funzioni, ecc.


Aberrazione cromatica

L’aberrazione cromatica o cromatismo ha due significati1. Difetto del dispositivo ottico dell'occhio, che avviene in assenza di correzioni capaci di renderlo acromatico. Tale difetto è dovuto all'ineguale rifrangibilità dei raggi di diversa lunghezza onda; siccome la messa a fuoco avviene sulle radiazioni gialle medie, i raggi blu e viola hanno il loro fuoco davanti alla retina (miopia a luce blu) e i raggi rossi dietro per cui si ha la formazione di cerchi di diffusione cromatica.

2. Si tratta di una rifrazione ineguale della luce, che nel passaggio attraverso una lente produce iridescenza delle immagini.Aberrazione diottricaL’aberrazione diottrica o aberrazione sferica, è tale la rifrangenza delle lenti convesse non corrette o dei mezzi ottici dell'occhio, essa aumenta con l'angolo dei raggi in rapporto al raggio assiale. Tale fenomeno comporta uno spostamento davanti alla retina dei punti di convergenza dei raggi e la formazione di un cerchio di diffusione, al posto dell'immagine di un punto luminoso, tanto più esteso quanto più ampia è l'apertura pupillare.


Aberrazione mentale

Definizione di uso comune con cui ci riferisce (quasi sempre in modo inesatto) a qualsiasi disturbo mentale.


Aberrazione sfericavedi

Aberrazione Diottrica


Abience

L'abience (termine inglese) è un vettore, la cui azione ha una direzione negativa. Il suo contrario è adience.AbilitàSi usa questo termine per definire l'attitudine, la capacità, la competenza, la conoscenza, la destrezza, la forza, il talento, ecc. che rendono un soggetto in grado di eseguire una particolare attività in un tempo specifico.

1. Il termine si riferisce anche alla capacità di svolgere un determinato compito in un dato momento senza la necessità di ulteriore addestramento. La distinzione principale è fra abilità e attitudine. L'abilità è una potenzialità individuale applicata nell'esecuzione di un compito; l'attitudine è una potenzialità individuale legata a particolari performances a cui si può pervenire mediante addestramento (I test di intelligenza sono prove di abilità).

2. La capacità di mettere in atto modelli comportamentali complessi e ben organizzati con l'intento di raggiungere uno scopo. In origine il termine era usato soprattutto in relazione all'attività motoria, oggi è comunemente usato in riferimento ad abilità verbali e sociali, talvolta con scopi miranti a influenzare e manipolare altre persone.


Abilità di base

In campo educativo si intendono per abilità di base quelle attività essenziali ad approfondire l'educazione e l'apprendimento dello studio in relazione a materie nuove; vengono considerate tali la lettura, la scrittura e l'aritmetica.


Abilità fondamentale

E' così definita l'abilità (o pre-requisito) necessaria per progressi successivi.


Abimelech

Personaggio della Bibbia. Figlio del giudice Gedeone, divenne giudice egli stesso. Alla morte del padre si recò a Sichem e, dopo aver ucciso i suoi settanta fratelli, riuscì a farsi eleggere re, venne rovesciato ed ucciso da una sommossa dopo tre anni di regno.


Abiogenesi

Termine usato in biologia per indicare la generazione spontanea di esseri viventi da materia non vivente.


Abiogenetica

Così si chiama la genesi spontanea, l'emergere di forme di vita dalla materia inorganica, il processo della creazione della vita, deriva da abios (senza vita) e genesis (generazione).


Abiotico

Privo di vita, incompatibile con la vita, deriva da abios (senza vita).


Abissale

In psicoanalisi indica tutte quelle dottrine psicologiche che si occupano della sfera dell’inconscio.


Abituazione

L’abituazione o assuefazione, ha vari significati.

1. Decremento nel livello di intensità della risposta a causa della prolungata e ripetuta esposizione ad uno stimolo, nei casi estremi si ha l'estinzione o apprendimento negativo.

2. La graduale eliminazione di attività superflue nelle fasi di apprendimento.

3. In generale qualunque tipo di adattamento.

4. A livello fisico esiste l'assuefazione ai rumori, detta anche desensibilizzazione (vedi) o adattamento.

5. In psicofarmacologia si può avere assuefazione o dipendenza psicologica.


Abitudine

1. Nel significato generale sta ad indicare un atto appreso o acquisito. In origine si usava il termine riferendosi alle risposte fisiche, oggi si parla di abitudini affettive, cognitive e percettive.

2. Modello di attività che, attraverso la ripetizione continua, è diventato automatico (fisso, come naturale) ed è eseguito con facilità e senza sforzo. Con questo significato il termine è vicino, specialmente negli studi della personalità, a quello ditratto.

3. L'uso e l'abuso di sostanze che provocano dipendenza (ma in tal caso si usa la terminologia "dipendenza da sostanze tossiche e/o medicamentose".

4. Comportamento caratteristico di alcune specie di animali, si riferisce a modelli di comportamento innato e/o istintuali.

5. Secondo Clark Hull l'abitudine è una variabile ipotetica (cioè una disposizione indotta del sistema nervoso) che rende conto dei collegamenti fra stimolo e risposta. Essa viene rappresentata con il simbolo H (in inglese abitudine si scrive habit). L'abitudine è suscettibile a variazioni nell'intensità, in quanto il legame stimolo-risposta può avere maggiore o minore forza. Tale intensità, che viene indicata con il simbolo SHR, è una funzione della quantità di rinforzo. A sua volta il potenziale eccitante (E) è una funzione di SHR. Hull la chiama anche forza dell'abitudine.


Abitudini, gerarchia della famiglia delle

Teoria che si basa sul fatto che ci sono generalmente diverse strategie possibili per raggiungere una meta e, come la parola gerarchia indica, c'è una disposizione preferenziale delle abitudini, per cui se la scelta preferenziale, per qualche motivo, si blocca le sopravviene più facilmente quella successiva.


Abitudini, gerarchia delle

La definizione indica due teorie:

1. l'organizzazione di semplici azioni o modelli di comportamento in sistemi più o meno complessi;

2. la classificazione di tutte le risposte, che vengono organizzate secondo l'ammontare del guadagno, aumentano la loro importanza in forza dell'abitudine e in virtù del rinforzo usato per ognuna delle risposte stesse.


Abitudini, interferenze nelle

E' una situazione che si presenta quando due o più risposte (fra loro incompatibili) sono associate allo stesso stimolo. Una delle due risposte verrà inibita, o indebolita o diverrà dominante.


Ablazione

Il termine indica la rimozione di parte di un organo, è riferito generalmente ad asportazioni chirurgiche. Quando a venire rimosso è l'intero organo si, di solito, il termine asportazione.

mercoledì 26 novembre 2008